#VoyageaGaza di Piero Usberti al #FESCAAAL 34^ Ed. – la recensione di Eleonora Ono

“A Gaza bisogna arrivarci di sera in primavera, chiudersi in camera e da lì ascoltare i suoni che arrivano dalla finestra aperta”

Questa è solo una delle frasi toccanti che è contraddistingue il Documentario #VoyageaGaza di Piero Usberti, offerto all’interno della trentaquattresima edizione del Festival Cinema Africano, Asia e America Latina #FESCAAAL che è possibile anche vedere su #Mymovies in streaming

La pellicola richiede attenzione, concentrazione, cura nella partecipazione della tematica e, surtout, ascolto attivo.

Senza di ciò non è possibile visionare l’opera attenta, dettagliata e profonda.

“Ma come si fa a sparare su una folla disarmata?"

Oltre alle immagini di Gaza, son presenti, grazie ad una narrante, racconti sulle persone decedute, tra cui giornalisti, fotoreporter, brave persone, hommes, donne e bambini. Addirittura, racconti di un ragazzo che ha un rapporto di amore ed odio con questa città, anche perché ogni due anni si fa la guerra.

“Siamo giovani, condividiamo la stessa voglia di viaggiare”

“I palestinesi non dimenticano quanto è preziosa la memoria. Però, non può essere selettiva, c’è anche una memoria del ‘48, quello vero, quello della catastrofe, altroché indipendenza.”

Questo rullo, racchiude in sessanta secondi, stralci di verità storiche, di rumori, di sofferenze ma anche piccole parti di una piccola di momenti soddisfacenti. Se così si può definire il tutto.

L’opera sottolinea l’importanza della storia e quanto è importante racchiuderla all’interno della macchina cinematografica, in modo tale da non dimenticare neanche un dettaglio, un sospiro.

Nella pellicola è presente la giusta alternanza di gioia e dolore, dato che entrambe appartengono alla stessa medaglia.

aussi, è fondamentale ricordarsi che la vita è un dono, che non va sprecato.

Éléonora Ono

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