#Venezia81 – 28.8/7.9.2024 特別 #19 (日 9)

Lo sguardo critico di Valentina dal Lido

(da Venezia Luigi Noera e Valentina Vignoli con la gentile collaborazione di Maria Vittoria Battaglia, ヴィットリオ・デ・アグロ (RS) e Marina Pavidole foto sono pubblicate per gentile concessione della Mostra di Venezia)

Orizzonti rivolge la sua attenzione da Nord a Sud del Continente Africano

Aïcha di Mehdi Barsaoui

Una giovane ragazza tunisina che lavora come cameriera in un hotel si trova costretta dalla famiglia a sposare un uomo ricco. Deve quindi ricorrere ad un’operazione per farsi ricostruire l’imene. Quando le si presenta l’occasione di sparire la coglie al volo, per ricominciare una vita diversa, libera dalle aspettative familiari.

Aïcha è un film di denuncia, che riesce ad affrontare sia tematiche femminili che non hanno voce in Tunisia, sia repressioni, attuali in tutto il mondo, quali la violenza della polizia.

È un film lineare che riesce a tuffare lo spettatore nella vita e nelle disavventure che colpiscono il destino della giovane protagonista; troppo giovane per aver chiaro come affrontare le ingiustizie che si trova davanti. La sua vera arma è il coraggio, proprio come questo lungometraggio coraggioso che non vuole addolcire il dramma. Aïcha vuol dire “viva”, e la battaglia della protagonista è un inno alla vita e all’emancipazione.

È interessante il confronto tra Aïcha e la sua coinquilina dai modi europei. Il suo stile di vita occidentale promette libertà e divertimento, concetti estranei ad Aïcha. Ma non è tutto oro quel che luccica e il prezzo da pagare per qualche serata in discoteca è ben più alto di quanto non ci si potesse aspettare.

Tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto nel 2019, nella Tunisia post-rivoluzione, Mehdi Barsaoui (regista tunisino che ha studiato a Bologna), dipinge uno spaccato della società. Presentato nella sezione Orizzonti, ヴェネツィアで, il film è stato accolto da applausi commossi. Forza del film sono gli interpreti, a cominciare da Fatma Sfar, attrice protagonista, che riesce a dare un vero spessore al personaggio; così come Nidhal Saadi, Yassmine Dimassi e Hela Ayed. Aïcha ha vinto il Premio come Miglior Film Mediterraneo della Mostra di Venezia, attribuito dall’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Il lungometraggio dovrebbe uscire nelle sale italiane il prossimo anno, で 2025.

Carissa di Jason Jacobs e Devon Delmar

Filmato in quattro terzi, Carissa è un racconto di crescita che mostra i dilemmi di una nuova generazione sudafricana.

La giovane Carissa vive con sua nonna Wilhelmina in un villaggio vicino alle montagne Cederberg. La nonna non parla: urla. (Un personaggio esilarante, motore del film.) Ha asciugamanini con il volto di Lady Diana e un servizio da tè decorato con gli altri membri della famiglia reale. Sono gli oggetti più preziosi della casa; simboli di una generazione, quella della nonna (dal volume amplificato), che venera il lontano centro del potere: il Regno Unito. Il tutto fa da contraltare con l’abitazione: il gabinetto è una catapecchia che si trova all’esterno, senza porta ma con una tenda. Un asinello si aggira nel loro salotto, l’acqua si raccoglie a mano, al fiume. Non c’è una vera distinzione tra il dentro e il fuori.

Proprio per questo, Wilhelmina a incitare Carissa a riempire moduli per iscriversi a corsi di perfezionamento che le permetterebbero di lasciare il villaggio. Carissa passa il suo tempo incollata allo schermo del cellulare, è solo attraverso questo che conosce il mondo oltre le montagne che circondano il piccolo paese. Quando si ritrova senza elettricità, e quindi senza la possibilità di caricare lo smartphone, Carissa scopre tutto ciò che quel panorama ha da offrire. Dalle pitture rupestri, alle piante del té, ai racconti davanti alla legna che arde, la giovane riscopre le sue radici. Presentando il film (nella sezione Orizzonti) ヴェネツィアで, i registi, Jason Jacobs e Devon Delmar, hanno dichiarato di avere molto in comune con la protagonista e di voler onorare i loro antenati, “La nuova generazione sudafricana desidera conservare le tradizioni e mantenere la propria identità, piuttosto che scappare lontano nelle città industrializzate”. Molti degli interpreti sono stati scelti tra gli abitanti Wupperthal. Il film Carissa si pone quindi come testimone di un cambiamento sociale importante; e riesce in questo intento, con una sana dose di umorismo e delicatezza.

ヴァレンティーナ・ヴィニョーリ

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