#Venezia81 – 28.8/7.9 2024 SPECIÁLNÍ #5 (DEN 3)

Le pillole di Maria Vittoria dal WEB (MyMovies)

(da Venezia Luigi Noera e Valentina Vignoli con la gentile collaborazione di Maria Vittoria Battaglia, Vittorio De Agrò (RS) e Marina Pavidole foto sono pubblicate per gentile concessione della Mostra di Venezia)

BIENNALE College inizia con una perla rara: The Fisherman di Zoey Martinson

synopse: Atta Oko è un pescatore tradizionale ghanese in pensione. La sua vita prende una piega bizzarra quando è costretto a smettere di lavorare e, in coppia con un moderno pesce parlante perbenista e i suoi eccentrici “soci”, si ritrova a vivere un’avventura ad Accra, holubice, navigando nel caos del mondo moderno, insegue il suo sogno di possedere una barca. Pieno di risate, di magia e della vibrante cultura del Ghana, questo film è un delizioso racconto di amicizia, di sogni e dello spirito indomabile di un vero pescatore.

Commento della regista

La mia ispirazione nasce dagli anni passati in un villaggio di pescatori nel Ghana e dai mondi che sognavo oltre le coste dell’oceano. Ogni pomeriggio, mentre il paese si riuniva per tirare su le reti, la mia immaginazione si scatenava con pensieri sugli straordinari tesori che potevano arrivare dal mare. nicméně, durante il mio soggiorno a Keta ho anche assistito all’erosione della cultura e alla perdita di territorio causata dal riscaldamento globale. Il rapido sviluppo che si stava verificando nella zona ha avuto un profondo impatto sui pescatori e sull’intera comunità. Come autrice di genere volevo usare la fantasia per far luce sui costi dello sviluppo e della globalizzazione nella vita tradizionale del Ghana. Come tono, volevo catturare lo straordinario senso dell’umorismo del Paese con una storia stravagante.

Recensione: The Fisherman, presentato in anteprima al Festival di Venezia, è un film che, con la delicatezza di una fiaba, esplora questioni profonde e attuali. Diretto con una sensibilità acuta e mai invadente, il film racconta la storia di Atta Oki, un pescatore di un villaggio vicino ad Accra, combattuto tra la tradizione e la modernità, in un mondo in rapido cambiamento. Atta sogna di diventare capobarca ma le dinamiche del nepotismo lo vedono escluso in favore del figlio del vecchio capo, un giovane che abbraccia il progresso tecnologico con l’illusione che ciò possa portare molto più profitto. Qui si snoda il cuore del film: il conflitto tra tradizione e innovazione, tra un passato che ancora resiste e un futuro che avanza senza sosta.

Il regista ci porta a riflettere su questo tema con grande eleganza, senza mai cadere nella retorica. La tensione tra le due visioni del mondo non è urlata, ma sussurrata, sempre presente in ogni dialogo, in ogni inquadratura. Il pescatore, sconfitto e frustrato, incontra un pesce parlante – una chiara eco al Grillo Parlante di Pinocchio – che lo guida in un viaggio alla scoperta di sé e del suo ruolo nel mondo. Insieme a tre giovani compagni, decide di sfidare il sistema e di avventurarsi ad Accra per ottenere un prestito e avviare una cooperativa di pesca. L’escursione nella capitale, vivace e caotica, ci offre uno spettacolo di colori e luci, un paese dei balocchi dove i sogni sembrano possibili, ma che alla fine si rivela illusorio ed infatti, nonostante i loro sforzi, i quattro pescatori tornano al villaggio senza successo. Intanto però il villaggio si è reso conto che la tecnologia da sola non basta, e che la tradizione ha ancora molto da insegnare e così nominano Atta nuovo capobarca, ruolo che accetta solo per dimettersi subito in favore dei suoi compagni, consapevole ormai dell’importanza di dare spazio ai giovani e al nuovo.

The Fisherman affronta con finezza una moltitudine di temi: dal rispetto dell’ambiente e del mare, minacciato dall’inquinamento e dall’avidità umana, al divario generazionale tra i vecchi e i giovani, fino alla questione della migrazione. In un mondo in cui i giovani spesso sentono di dover abbandonare le proprie radici in cerca di opportunità altrove, questo film offre una visione alternativa, mostrando la volontà di restare e costruire un futuro nella propria terra. Ogni questione è accennata con delicatezza, lasciando allo spettatore la libertà di riflettere e approfondire, senza appesantire un film che si muove agilmente tra momenti di ironia leggera e passaggi di grande intensità emotiva, presentandosi come una moderna fiaba di formazione che riesce a commuovere senza cadere nel sentimentalismo e che riesce a raccontare una storia locale parlando al contempo al mondo intero.

Giudizio: 5/5

Maria Vittoria Battaglia

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