
(da Venezia Luigi Noera con la gentile collaborazione di Maria Vittoria Battaglia, Vittorio De Agrò e Anna Maria Stramondo – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Biennale)
“The Listener” è un film da vedere e soprattutto d’ascoltare fino alla fine per apprezzarne il messaggio ed il senso più profondo: Nessuno si salva da solo
GdA SELEZIONE UFFICIALE – Außer Konkurrenz
THE LISTENER di Steve Buscemi – film di chiusura Stati Uniti, 2022, 96', Weltpremiere – Beth lavora come volontaria per una “helpline”, in quel piccolo esercito di persone che stanno al telefono ogni notte in tutta l’America, raccogliendo chiamate da chi si sente solo, finito, senza speranza. Nel corso dell’ultimo anno l’ondata di telefonate è diventata uno tsunami. Mentre affronta il suo turno Beth sa che la posta in gioco è sempre più alta: sarà questa la notte in cui perderà qualcuno? Oppure riuscirà a salvare qualcuno? Alla fine sarà la storia personale di Beth ad emergere, rivelando perché si è messa al servizio degli altri. Nel film siamo sempre accanto a lei: ascoltando, confortando, comprendendo, rincollando il mondo, un pezzo alla volta.
Rezension:
Tutti , nessuno escluso, almeno una volta, abbiamo avvertito l’urgenza d’essere ascoltati. Esistono diverse modalità d’ascolto: professionale, Familie, amicale ed occasionale.
In una società in cui l’egoismo individuale si manifesta in ogni forma e direzione delle relazioni ed attività umane, risulta raro scoprire, conoscere l’esistenza di uomini e donne disponibili ad ascoltare i problemi del prossimo.
La notte è il momento della giornata in cui una persona può sentirsi più sola, spaventata, angosciata e preda dei propri demoni. La pandemia , wenn möglich, ha acuito le fragilità e solitudini personali.
Quando i tormenti interiori si palesano, ecco entrare Beth in scena. Beth è un nome di fantasia, ma dietro c’è una donna rassicurante, concentrata, empatica nell’adattare emozioni e voce a seconda della telefonata “entrante”. Beth non emette giudizi personali , ascolta cercando di proporre una diversa prospettiva ed approccio del problema. Ogni suo gesto, parola è dettato dalla volontà d’essere utile e sorretto dal raro talento quanto prezioso di saper ascoltare.
Non era registicamente semplice trasferire sulla scena questa nobile quanto poco nota attività di volontariato, ottenendo comunque un convincente risultato commerciale e produttivo. Ma Steve Buscemi si è dimostrato bravo nel costruire un film dall’ impostazione e tempi teatrali , mantenendo i pregi delle due discipline.
Nel collocare “The Listener” strutturalmente e stilisticamente in quella piccola quanto celebre nicchia di film (Locke 2013 ed Il Colpevole del 2018) in cui uno spazio chiuso , un telefono con le relative voci sono state le basi di un successo e della riscoperta di poter fare ottimo cinema anche con pochi mezzi, va sottolineato il lavoro compiuto dal regista nell’armonizzare il flusso di voci , emozioni , fatti, traumi.
Buscemi ha dato “sostanza” oltre che voce ad uno spettro ampio di problemi e criticità: dal maniaco allo stalker, all’ossessivo alla ragazza scappata di casa. Tutte voci che trasudano umanità, richiesta d’aiuto, angoscia.
Tessa Thompson stupisce positivamente nel ruolo di Beth, rivelando un’ inaspettata disponibilità all’ascolto, alla sottrazione recitativa, al saper limitarsi sulla scena, rimanendo fedeli, coerenti e credibili al personaggio. Thompson si svela poco alla volta , dando prova d’esperienza e compostezza attoriale in un film non semplice.
Vittorio De Agr (RS)