Belgium, Bosnia Erzegovina, Canada, Denmark, France, Germany, Iran, Italia con un solo film, Mexico, Netherlands, New Zeland, China, Philippines, Poland, Portugal, Singapore, Sweden, Tunisia, Inghilterra e Stati Uniti con ben 4 films. A queste aggiungiamo le sei pellicole della sezione Berlinale Special Gala provenienti da 7 countries, con tre pellicole Statunitensi presentate nella cornice del Friederichstadt Palast, sede storica del Festival e riproposti presso l’Haus der Berliner Festspiele – Palazzo dei Festival Berlinesi. La selezione principale si completa con 25 short films from 21 countries. Il film d’apertura fuori
Ma veniamo ai titoli delle pellicole delle quali la maggior parte sono prime mondiali ed una anche opera prima dell’outsider tunisino Mohamed Ben Attia con Inhebbek Hedi. La tedesca Anne Zohra Berrached, autrice di Zwei mutter presenta il dramma di una donna incinta 24 weeks -24 Weeks, mentre Vincent Perez propone Alone in Berlin e l’altro tedesco Rafi
Pitts porta in prima mondiale un film atteso I am Nero. I francesi presentano cinque film dei quali tre sono in concorso. Parliamo di quello di André Téchiné con Quand on a 17 years , la coproduzione francese – Altro film atteso ma Fuori Concorso è dello statunitense Spike Lee, ultimamente al centro di una polemica sul colore white degli Oscar, presenting Chi- Raq con un cast stellare. Altra pellicola attesa in concorso è del cinese Yang Chao, autore di Passage, che presenta in prima mondiale Chang Jiang Tu – Controcorrente. Il Canada è rappresentato da Denis Coté con l’intimistico Boris sans Béatrice. Dal Vecchio Continente il portoghese Ferreira presents Cartas da Guerra –
Lettere dal Fronte, scegliendo il Bianco & Nero. Mentre i paesi nord europei presentano un film corale collective – La Comune of Thomas Vinterberg. Il film più atteso dal pubblico internazionale è Midnight Special dell’outsider Jeff Nichols, giovane talentuoso dell’Arkankas pluripremiato nella sua folgorante carriera di regista. Dal Regno Unito un’altro film con chance: Genius di Michael Grandage alla sua opera prima ma con un cast eccezionale. Colin Firth, Jude Law e Nicole Kindman. Ci auguriamo che in questa storia biografica la Kindman ritrovi una collocazione adeguata, dopo le sbavature del 2015. Dalla Nuova Zelanda fuori concorso The Patriarch – Mahana di Lee Tamahori. L’unico film italiano selezionato è l’ultimo documentario di Gianfranco Rosi Fuocoammare. Rosi è un apprezzato documentarista e le sue opere hanno ognuna uno stile proprio, quindi c’è tanta attesa.
L’argomento è attualissimo e potrebbe far presa sulla giuria guidata dalla bravissima Meryl Streep. Ma Rosi non è solo infatti l’altro doc selezionato è dell’americano Alex Gibney con un titolo accattivante: Zero Days. Le ultime tre pellicole provengono da altrettanti angoli della Terra. Ejhdea Vared Mishavad! A Dragon Arrives! dell’iraniano Mani Haghighi già premiato alla Berlinale. Il poetico Hele Sa Hiwagang Hapis – A Lullaby to the Sorrowful Mystery del filippino Lav Diaz filmaker apprezzato e premiato in tanti Festival tra cui Tomasz Wasilewski con il suo quarto lungometraggio in Bianco & Nero United States of Love. La selezione è interessante e variegata come è nello stile della Berlinale, ma attendiamo l’inaugurazione dell’11 febbraio con la proiezione del film dei fratelli Coen per poter scegliere tra i 18 film.